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Restauro della Chiesa della
"MADONNA DELLA MISERICORDIA"
detta anche del "CROCIFISSO"
Monteleone di Fermo (FM)
ANNO 2012
1. Cenni storici
La chiesa della Madonna della Misericordia è posta poco fuori dal centro antico del Comune.
Il primo nucleo della chiesa, corrispondente alla cappella a pianta centrale absidata su tre lati, dedicata alla Madonna della Misericordia a protezione della popolazione dalla peste, è stata realizzata nel XV secolo; successivamente viene ampliata fino ad avere l’impianto attuale nel 1526 e consacrata il 27 maggio 1543 (1552); è detta della Misericordia ma anche del Crocifisso sia perché sull’altare maggiore è raffigurata la Madonna della Misericordia e sia perché l’altare di sinistra mostrava un crocifisso in legno di fico di ottima fattura, ora rimosso e custodito nella chiesa urbana di San Marone.
“La chiesa è di straordinario interesse artistico per i dipinti che rivestono l’interno, realizzati in epoche diverse, e che costituiscono uno dei cicli più estesi de Fermano che siano giunti ai giorni nostri” (da: “Monteleone di Fermo la storia nelle vicende di un piccolo comune”, Carlo Verducci edito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, 2012).
2. Caratteristiche costruttive e danno
La Chiesa a navata unica con cappelle laterali, è posta in aderenza sui lati nord-est e sud-est con altri fabbricati di civile abitazione.
La muratura verticale del complesso della chiesa e del campanile, è a “sacco” con paramenti in mattoni di buona fattura e in buono stato di conservazione.
Il tipo di apparecchiatura e lo stato del legante, rendono la muratura relativamente resistente anche alle azioni fuori piano.
I tetti dell'abside e delle cappelle laterali, sono spingenti; presentano una struttura portante in legno a semplice orditura, con un discreto stato di conservazione nel lato sud-est.
La struttura lignea, risulta complessivamente in pessimo stato soprattutto in corrispondenza delle cappelle laterali di sinistra, dove si è verificato un crollo di una porzione di tetto dovuto al peso della neve.
In forte degrado si presenta anche il solaio di copertura in legno della canonica.
Il tetto della navata centrale della Chiesa è stato totalmente ricostruito in laterocemento nei primi anni cinquanta e risulta in discreto stato di conservazione.
Alcune parti, a causa del cattivo stato del manto di copertura in coppi, dovuto alle forti nevicate dell’inverno 2012, hanno subito infiltrazioni nella muratura perimetrale.
3. Stato di danno e diagnosi di vulnerabilità
I danni causati dalle recenti nevicate, risalenti ai primi mesi del 2012, hanno provocato gravi danneggiamenti al manto di copertura in coppi di tutti i tetti della fabbrica, alle strutture lignee dei tetti delle cappelle laterali e della canonica, già fortemente precari.
A conferma di questo, il tetto delle cappelline laterali di sinistra ha subito un cedimento compromettendo la stabilità dell’intero impalcato.
In egual modo, anche il manto di copertura della navata centrale della Chiesa, ha subito forti spostamenti dei suoi elementi costituitivi favorendo infiltrazioni di acqua piovana nelle murature
perimetrali.
Pertanto, la vulnerabilità specifica riscontrata risulta essere:
- la scarsa stabilità delle strutture lignee di copertura ai maggiori pesi causati dall’accumulo di neve,
- la poca capacità di impermeabilizzazione dei manti di copertura.
4. Interventi di riparazione
4.1 Obiettivi del progetto
Con il presente intervento si intende riparare i danni causati dalla neve dei primi mesi del 2012 ,attraverso il ripristino della normale funzionalità dei manti di copertura dei tetti, aumentandone le prestazioni con l’inserimento di una guaina bituminosa.
Risulta inoltre necessario , ripristinare la funzionalità strutturale dei tetti in legno.
A seguito di micro-lesioni riscontrate in una porzione della muratura della casa canonica , si realizzerà un consolidamento della fondazione attraverso interventi di scuci-cuci e ampliamento della base nel tratto interessato.
Interventi
a) Interventi strutturali
Consistono:
- Verranno eseguite operazioni di scuci-cuci di ripresa delle pareti portanti in prossimità dei tetti e nei punti interessati delle micro-lesioni.
- Ricostruzione completa dei tetti in legno con essenze di castagno/rovere di dimensioni adeguate, usando particolare attenzione all’ammorsamento della travatura alla muratura attraverso chiodature;
- Realizzazione di cordolatura di coronamento dei tetti con ferri piatti doppi collegati tra loro da staffe perpendicolari saldate e chiodati alla muratura sottostante ed alle strutture lignee dei tetti con tondini di acciaio iniettati;
b) Interventi non strutturali
Consistono:
- ripresa di intonaco ammalorato sulle micro lesioni;
- tinteggiatura.

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